SLAY 1 PLUS

Nata per caso e forse per sfida ed anche grazie agli incoraggiamenti degli amici speleologi golosi di luce per le loro grotte, che mi hanno dato lo spunto per installare un piccolo laboratorio di elettronica e di meccanica, la Slay 1 Plus è un dispositivo ausiliario di illuminazione basato sulla tecnologia led. Questo si compone di luce principale, luce di zoom per vedere ad una distanza di circa 50 metri ed il suffisso "plus" significa che è presente una luce di emergenza a circuito separato che permette di sostituire le batterie principali e, in caso di esaurimento di queste, di avere circa una ventina di ore di luce, sufficiente per ricaricare il pacco batterie.

Il contenitore è interamente in alluminio, che funge da radiatore e da schermatura. Viene preparato mediante fresatura per l'alloggio del frontale in Lexan® (resistente agli urti e fino alla temperatura di 180°C) e per il dorso in alluminio.

Ingrandimento della fresa durante l'azione

La fresa di cui dispongo è una PROXXON MF70, strumento di precisione con tavolo a croce, con possibilità di essere motorizzata e quindi essere trasformata in CNC

La fresa PROXXON MF70

I regolatori di corrente/tensione che alimentano i led sono basati su un chip switching in step-down alla frequenza di 200 KHz, che riduce la tensione del pacco batterie ai valori necessari all'alimentazione dei due led principali. Questi led sono da 320 lumen e da 110 lumen. Quest'ultimo, abbinato ad una lente, viene usato per la luce di profondità. La SLAY 1 PLUS monta due regolatori

L'assemblaggio di uno dei regolatori

I regolatori vengono tarati ai valori richiesti mediante l'azione su un trimmer multigiri, con precisione fino a 1/10 di Volt.

La taratura di uno dei regolatori

Dopo la taratura, i led, opportunamente montati su un supporto d'alluminio sapientemente sagomato per l'alloggio nel contenitore mediante punzonatura e piegatura, e dissipati con pasta compound siliconica, vengono cablati, dopodichè vengono definitivamente fissati nel contenitore in maniera che il supporto ed il contenitore fungano entrambi da radiatore, mantenendo la temperatura dei led intorno ai 15/20°C all'interno e, all'esterno, a temperatura ambiente

La piastra led pronta per il montaggio nel contenitore

 

KCAM4 è il programma con cui sarà possibile pilotare la MF70 non appena avrò installato i motori ed i controller. Sulla schermata si vede il tracciato che la fresa dovrà percorrere per fresare in modo automatico i contenitori della SLAY 1, anche se credo che in un prossimo futuro adotterò il programma EMC2 per Linux con licenza GPL

Il percorso della fresa su 3 assi

La SLAY 1 PLUS come si presenta a lavoro finito. Il contenitore è completamente guarnito cosi' da renderlo stagno (IP56) e l'alluminio stesso funge da schermatura per le emissioni elettromagnetiche, rendendole pressochè nulle e non interferenti con altri dispositivi rispondenti alla normativa CE. Gli interruttori sono protetti da cappucci in gomma e resi stagni mediante un o-ring. A sinistra si vede la luce di profondità con lente da 10°, subito sopra la luce di emergenza e, a destra, la luce principale. Le guarnizioni sono autolivellanti e resistono a temperature che vanno da -70°C fino a 400°C. Ricordo che non si tratta di un dispositivo di illuminazione personale bensì di un dispositivo ausiliario di illuminazione.

La SLAY 1 PLUS finita